RINALDO SCARINCI (1890-1918)

Forano

Rinaldo Scarinci nacque a Forano, nell’attuale provincia di Rieti (all’epoca Perugia), il 27 Novembre 1890 da Aristide Scarinci e Agnese Marcucci.

Era il primogenito di una coppia di contadini che avrebbero avuto sei figli e rimase in bassa Sabina fino alla primavera del 1914 quando, terminata la sua esperienza militare nel regio esercito, si imbarcò da Napoli per raggiungere un conoscente ad Akron, nello stato dell’Ohio.

Da Akron Rinaldo si trasferì nella vicina cittadina di Tiffin, dove nel 1917 risiedette insieme a diversi emigrati Italiani nella boarding house posta al 273 di Miami avenue, tutti impiegati come operai presso la Webster Manufacturing Company, impresa produttrice di elevatori a tazza e a catena fondata nel 1876 e tuttora in attività.

Veduta del centro di Tiffin da una cartolina d'epoca (ebay)

Venne reclutato nelle file dell’esercito americano il 20 settembre 1917 nelle file della compagnia mitragliatrici del 329° reggimento di fanteria in organizzazione a Camp Sherman e con essa attraversò l’atlantico nel giugno 1918. Una volta in Francia trascorse un breve periodo di addestramento con le truppe francesi, quindi si unì alla compagnia mitragliatrici del 128° reggimento di fanteria, in seno alla 32ª divisione.

Poche settimane dopo l’intera Arrow Division salì a bordo di una lunga colonna di camion che la trasportarono a Soisson, in previsione del decisivo attacco di fine agosto alla roccaforte tedesca posta sulle alture dominanti Juvigny, nell’ambito delle operazioni passate alla storia come l’offensiva della Oise-Aisne.

Scrisse l’inviato del new York Herald, Don Martin, testimoniando l’assalto della 32ª divisione del 30 agosto 1918:

Oggi, alla periferia di Juvigny, ho visto un panorama straordinario della guerra moderna. A est le mitragliatrici tedesche stavano tentando di tenere a bada gli americani che avanzavano. Ero con alcuni dei nostri ufficiali nel cratere di una granata a circa cinquecento metri dalla linea del fronte, che si estende lungo il bordo della ferrovia che costeggia Juvigny. Guardando oltre il pendio che si estende fino al binario della ferrovia, non si vedeva un solo soldato. Con solo il ruggito lontano dei cannoni udibile, il silenzio stesso sembrava innaturale, era inquietante trovare qui, nel grembo della guerra, una tale apparente tranquillità.Agli ufficiali era stato consigliato di non sporgersi sopra il bordo del cratere. La ragione di questo ordine fu presto compresa da tutti. Diedi un’occhiata attraverso uno spioncino e per un secondo vidi acri del campo di fronte a me animarsi  improvvisamente quando i nostri uomini alzarono la testa.

Immediatamente fu il segnale per lo scoppiettio di mitragliatrici nemiche su una collina distante un quarto di miglio. Le teste scomparvero velocemente, ma lo fuoco continuò per dieci minuti. Poi sono spuntate di nuovo centinaia di teste, come cani della prateria, e di nuovo le mitragliatrici si sono aperte su di loro.

Queste tattiche continuarono, ma ogni volta che i capi dei nostri uomini venivano sollevati, significava un breve salto in avanti verso gli Unni. Quando le mitragliatrici avrebbero iniziato a sparare contro di loro, si sarebbero lanciati come volpi nei rifugi che avevano scavato nel fianco della collina. Risalire frontalmente la collina significava una morte certa. Avevano scavato i loro rifugi la sera prima, metodicamente, con determinazione, perché stavano cacciando gli Unni.

L'avanzata della terza divisione il 29 agosto 1918 (United States in the World War Vol. 6)

A riconoscimento del valore dimostrato in queste operazioni al termine della guerra, nel marzo del 1919, il maresciallo francese Petain assegnò il nomignolo “Brigade les terribles” alla 64ª brigata di fanteria americana, della quale il 128° faceva parte, parte della motivazione riporta quanto segue:

[…] catturò in un brillante ed irresistibile assalto il villaggio di Juvigny il 30 di agosto 1918, proseguendo l’avanzata nei due giorni successivi, costantemente dominando il nemico a fronte di perdite ingenti, sostenendo senza cedere i più violenti contrattattacchi avversari, combattendo per tre giorni incessantemente, senza riposo e senza provviste.

Rinaldo Scarinci venne ferito gravemente presumibilmente in queste operazioni e ricoverato in un ospedale nelle immediate retrovie; nella documentazione ufficiale la sua morte venne registrata il 4 settembre 1918 e la sua salma, per volere dei genitori, venne riesumata nel 1921 e trasferita nel cimitero di Forano.

La storia di Antonio Scelzo è anche riportata nel libro di Patrick Lernout The Soldiers of the Flanders Field American Military Cemetery

 

 

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