Cagli
Giuseppe Giovannini nacque ad Acquaviva, frazione di Cagli nella odierna provincia di Pesaro Urbino, il 13 marzo 1890 da Pietro e Battista Travagliati.
Figlio di contadini, emigrò negli Stati Uniti a ventitre anni, nella primavera del 1913, stabilendosi inizialmente in California presso uno zio a San Francisco e successivamente in Pennsylvania dove nel frattempo era giunto il fratello minore Antonio.
Entrambi risiedettero nella comunità mineraria di Mocanaqua nella contea di Luzerne dove, insieme a molti altri emigrati, lavoravano nelle miniere di antracite di proprietà della West End Coal Company.
Il destino dei fratelli Giovannini continuò ad essere strettamente intrecciato quando entrambi vennero coscritti nell’esercito Americano il 21 settembre 1917, nella cittadina di Schickshinny, prendendo servizio nelle fila della compagnia B del 30° reggimento di fanteria, in seno alla 3ª divisione in formazione a Camp Greene, in North Carolina.
Cinque mesi dopo, terminata la fase di organizzazione della divisione, vennero imbarcati sulla SS Aquitania per la traversata atlantica; una volta in Francia, le manovre di addestramento ripresero nella zona di Châteauvillain.
Le offensive tedesche della primavera del 1918 costrinsero il comando supremo alleato a modificare il piano di addestramento e lanciare in prima linea reparti non ancora pronti. La terza divisione, insieme alla seconda, venne quindi inviata urgentemente in prima linea e disposta tra il 4 ed il 6 giugno a rinforzo della 10ª Divisione Coloniale e della 30ª Divisione Francese tra Château Thierry e Dormens.
Per circa sei settimane non vi furono particolari avvenimenti, fatta eccezione qualche raid ed una serie di bombardamenti; con la stabilizzazione del fronte ed in attesa di un attacco tedesco, la 3ª divisione venne disposta a presidio dei ponti sulla Marna ed il 30° prese posizione tra Mezy e Ferme le Ru Chailly con il 38° a destra ed il 7° a sinistra.
Il 15 luglio la tanto attesa offensiva tedesca si materializzò investendo anche il primo battaglione posizionato tra il fiume e la ferrovia; le perdite furono molto pesanti, soprattutto durante il violento bombardamento preparatorio, ma nonostante ciò lo sfondamento non si realizzò e la terza divisione resse l’urto.
Il 30° reggimento rimase nelle retrovie in decontaminazione e riorganizzazione dal 16 al 22 luglio quando raggiunse nuovamente la prima linea alle spalle del 38° nei pressi di Jaulgonne sulla sponda settentrionale della Marna all’inseguimento dell’esercito tedesco in ritirata.
Gli scontri continuarono violenti per la giornate del 23 e del 24 sulla direttrice Jaulgonne-Le Chamel condotti dal 30° reggimento che la sera del 24 luglio, dopo aver sofferto 700 perdite inclusi 12 ufficiali in due giorni, venne sollevato dalla prima linea.
Giuseppe Giovannini rimase ucciso in quei giorni, ufficialmente il 24 luglio, il suo corpo non fu mai recuperato ed il suo nome compare nella lapide commemorativa dei dispersi nel cimitero di Belleau.
Antonio non partecipò alla controffensiva, essendo rimasto ferito lievemente durante la seconda battaglia della Marna il 16 luglio; rientrò in America e divenne cittadino americano nel 1919 nella contea di Luzerne. Pochi anni dopo ritornò in Italia e si sposò ma i burrascosi anni del dopoguerra lo convinsero ad emigrare nuovamente stabilendosi definitivamente inPennsylvania.
Un vivo ringraziamento a Lisa O’Leary (pronipote di Giuseppe e nipote di Antonio) per le informazioni e le fotografie dei fratelli Giovannini.
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