ROCCO RACCO (1890-1918)

Grotteria

Rocco Racco nacque a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, IL 6 aprile 1890 da Vincenzo e Caterina Fuda.

La sua avventura oltreoceano iniziò il primo maggio 1913 quando il transatlantico Berlin, salpato da Napoli dodici giorni prima, attraccò a New York con il suo carico di circa tremila emigranti italiani

La sua destinazione finale fu la piccola comunitò di Rome, nello stato di New York, dove il fratello maggiore Felice si era stabilito dai primi del novecento e dove Rocco avrebbe trovato lavoro come operaio presso la Rome Wire Company.

Con l’ingresso degli Stati Uniti in guerra e l’istituzione del sorteggio, Rocco si registrò negli uffici della contea di Oneida ed il suo numero venne estratto tra quelli che avrebbero dovuto far parte dell’American Expeditionary Force (AEF).

Prese servizio 22 settembre 1917 tra le fila della compagnia C del 308° reggimento di fanteria, parte della 82ª divisione, mobilitata a Camp Upton.

 

La parata del 308° reggimento lungo la quinta strada a New York nel gennaio 1918

L’organizzazione della divisione proseguì tutto l’inverno e la notte del 7 aprile, Rocco si imbarcò da Long Island sul piroscafo Lapland insieme al primo battaglione del 308° alla volta di Halifax dove venne formato un convoglio, che comprendeva tra l’altro un contingente di truppe Australiane; dopo ventiquattro ore la navigazione riprese e le truppe raggiunsero Liverpool e quindi Calais senza incidenti.  

Da Calais, la 77ª divisione si trasferì in treno nei pressi di Eperleques (Pas de Calais) dove si stabilì per un mese di addestramento intensivo sotto la guida della 39ª divisione inglese.

Il 13 di maggio questa fase fu considerata conclusa e fu ordinato il trasferimento verso una nuova zona più vicina al fronte, nei pressi di Arras. Il primo battaglione prese posizione nel villaggio di Sombrin  e venne assegnato alla 2ª divisione inglese, diventando parte integrante del sistema suo difensivo e ricevendo il primo battesimo del fuoco (e le prime vittime) il 21 maggio 1918.

Terminata anche questa fase all’inizio di giugno e dopo un breve periodo di riposo, il reggimento fu destinato a rilevare elementi della 42ª divisione nel settore di Baccarat, ed il battaglione di Rocco occupò le linee vicino a Badonviller tra il 21 ed il 22 giugno.

Appena due giorni dopo i tedeschi scatenarono un violento bombardamento tra le tre e le cinque del mattino che investì in pieno le linee del 308°, seguita da un raid condotto dalle truppe speciali d’assalto. 

Rocco Racco venne ferito gravemente in quella occasione e morì in ospedale pochi giorni dopo, il 29 giugno 1918. 

L’assalto che gli costò la vita è descritto in dettaglio dal luogotente John C. Flood della compagnia C:

Il mio ricordo dei C.G. (Gruppi di combattimento) in quel settore è che il CG 9 era presidiato da un plotone francese di circa 28 uomini; io comandavo il CG 10 con 48 uomini ed il CG 11 era presidiato da circa 15 francesi. Alle 2.30 del mattino ordinai lo “stand to” ed andai su e giù lungo la linea per verificare che ogni uomo fosse in posizione, finì con questa ispezione verso le 2.55. Ero seduto nella mia panchina, con le mani distese sul tavolo di fronte a me, quando esattamente alle 3 ci fu un’esplosione terrificante che fece tremare la panca, e i miei sottufficiali diedero immediatamente l’allarme per i gas. Mi sembrò che per circa dieci minuti i Boche ;utilizzarono granate a gas, quindi passarono a HE (alto esplosivo) e shrapnel. Ovviamente, tutti gli uomini tranne le sentinelle presero riparo. Decisi, tuttavia, che era più pericoloso nei rifugi che fuori, quindi ordinai a tutti di rimanere ai propri posti, sdraiati sul fondo delle trincee, ad eccezione delle sentinelle in piedi a guardare. Lo sbarramento durò ancora circa venti minuti in più, quando le granate improvvisamente smisero di cadere su di noi ed incominicarono a passare sopra le nostre teste. Fu a questo punto che apparve l’Unno e gli uomini iniziarono a salutarlo. Un uomo, in particolare, il caporale Patrick Hendricks, a che fu decorato con la D.S.C (Distinguished Service Cross), ed in seguito venne ucciso in azione, fece un ottimo lavoro con il suo fucile automatico e eliminò un buon numero di tedeschi. Penso che ce la saremmo cavata bene se ci avessero attaccato solo sul fronte, ma evidentemente i francesi alla mia destra erano stati abbattuti. I tedeschi dovevano averli raggiunti prima per poi proseguire contro il mio fianco destro. Certo, mi sono reso conto che non avevamo scampo, perché vedevo che erano molto più numerosi di noi. Ma eravamo lì per mantenere la posizione fino all’ultimo uomo e così facemmo. Alla fine, riuscirono a entrare nelle nostre trincee, e lo scontro divenne una lotta corpo a corpo: calci, morsi, pugnalate, graffi, qualsiasi cosa per sopraffare l’altro. Mi ritrovai in una trincea con il mio sergente, Frank Wagner, e la mia staffetta, Dietrich, dietro di me. Sei dei Boches scesero dalla trincea verso di noi, agitando le loro “patate”. Sparai ai primi due, ma il terzo, nel frattempo, lanciò la sua granata. Mentre lo faceva, saltai fuori e urlai  agli altri: “Attenzione!” La granata colpì il muro della trincea dietro di me e cadde tra i miei piedi. Guardai in basso e la vidi, saltai richiamando entrambe le gambe. In quel momento esplose e mi strappò la gamba destra circa quindici centimentri sotto il ginocchio, con il cuoio della scarpa che teneva il piede in posizione. Frammenti della stessa granata colpirono Wagner al collo e sul ginocchio e Dietrich al braccio e al piede. I rimanenti quattro tedeschi si precipitarono su di noi, mentre eravamo a terra, perquisendo le nostre uniformi e prendendo tutto ciò che avevamo. Mentre erano impegnati su di noi, un piccolo italiano, Rocco Racco, risalì dall’altra parte della trincea e si gettò contro i quattro caricandoli con la baionetta. Uno di loro gli lanciò contro una bomba a mano, che esplose sotto di lui. Morì pochi giorni dopo. Gli scontri continuarono ancora per un pò finché gli Unni evidentemente pensarono che stessero arrivando i rinforzi, perché improvvisamente rientrarono alle loro postazioni con il loro bottino e prigionieri. Per quanto ne so, contammo 14 morti, 16 feriti (4 dei quali morti) e 12 prigionieri, uno dei quali morì e gli altri rimasero quasi tutti gravemente feriti. Gli uomini che si distinsero in combattimento furono il sergente Wagner, Maroney (entrambi decorati con la D.S.C.) e Herold (morto per le ferite); Il caporale McKee (morto di ferite), Higgins, Hendricks, (decorato con la D.S.C.) ed i soldati semplici Dietrich, John Sullivan, Patrick Sullivan e Racco.
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