DOMENICO CAPUTO (1887-1918)

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Domenico Caputo nacque a Mendicino, in provincia di Cosenza, il 25 aprile1887 da Pasquale e Carolina Greco.

Di origine contadina, rimase in Calabria aiutando la famiglia nei campi sino ai diciotto anni quando, nell’estate del 1905, si imbarcò da Napoli sul transatlantico Liguria per raggiungere il fratello Pasquale, stabilitosi a Brooklyn qualche anno prima.

A New York Domenico svolse lavori umili come il lustrascarpe ed il facchino, sposò Giulia Amendola, nata in America ma figlia di un concittadino e della quale rimase presto vedovo, e, quando gli Stati Uniti dichiararono guerra alla Germania, venne coscritto nell’esercito statunitense, venendo assegnato alla compagnia B del 305° reggimento di fanteria.

La banda del 305 fanteria a Camp Upton (foto da "A history of the 305th infantry")

Il suo servizio militare iniziò il 28 settembre 1917 a Camp Upton, nello stato di New York dove l’addestramento si svolse per tutto l’inverno sino alla primavera del 1918 quando il suo reggimento venne trasferito ad Hoboken per l’imbarco sul piroscafo Vauban.

La traversata avvenne senza incidenti e, all’alba del 28 aprile 1918, Domenico sbarcò a Liverpool per proseguire immediatamente in treno verso Dover e quindi in battello verso Calais dove i nuovi arrivi vennero presi in consegna da ciò che rimaneva della 39ª divisione inglese e trasferiti in un’area limitrofa per il proseguimento delle esercitazioni, accampandosi nei dintorni di Licques nel dipartimento di Pas de Calais.

Una descrizione del trasferimento viene offerta da un anonimo membro della compagnia A:

“Non dimenticherò mai la lunga marcia durata tredici ore da Audrique a Licques. fummo condotti attraverso un’aia fangosa fino a una porta della stalla e ci dissero di entrare e metterci comodi, ed eravamo così stanchi che ci lasciammo semplicemente cadere sul pavimento sporco. Non fu sino al mattino che ripensai ai miei piedi ricoperti di vesciche; il mio compagno mi svegliò rotolando su di loro nel sonno, rimanendoci sopra; “Per Dio” gli dissi “girati dalla tua parte e lasciami dormire”. Accesi un fiammifero e mi resi conto, con mia grande sorpresa, che il mio compagno era un maiale da duecento chili. Dormire con i maiali non faceva per me, quindi afferrai le mie coperte e mi gettai in un’altra parte del granaio. Qui dovetti sopportare le mucche, ma ciononostante riuscii a dormire.”

Giunti a destinazione le giornate si susseguirono intense fino al 3 giugno 1918, quando, durante una sessione vicino ad un mortaio Stokes, una maldestra manovra su un proiettile considerato innocuo ne provocò l’esplosione in mezzo alla compagnia B uccidendo quattordici soldati e ferendone altri quaranta.

Oltre a Domenico Caputo, all’istante persero la vita Giovanni Morrone di Sant’Agata dei Goti (BN), Pasquale Papa di Fondi (LT) e Benedetto Purificato di Formia; dopo pochi giorni anche Giovanni Muscedere di Vicalvi (FR) e Raffaele Damone di Bitetto (BA) non sopravvissero alle ferite.

I resti di Domenico vennero sepolti a Bony, nel cimitero americano della Somme.

Fonti:

Tiebout Frank B., A history of the 305th Infantry, New York, 1919

 

 

 

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