NICOLÒ ALONGI (1894-1918)

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Nicolò Alongi nacque a Prizzi, in provincia di Palermo, il 23 dicembre 1894 da Giorgio e Rosa Alongi.

Di umili origini seguì, bambino i genitori a New York per rientrare in Sicilia nel 1908; alla morte della madre ritornò negli Stati Uniti raggiungendo lo zio paterno a New York nell’estate del 1914.

Si stabilì nello stato del midwest dell’Iowa dove trovò lavoro inizialmente presso le ferrovie della Northwestern line, quindi nelle tenute di Gaylord Sevdy a Webster City ed infine presso il ristorante di J.B. O’Connor a Jewell.

La storia militare di Nicolò Alongi ebbe inizio nel giugno 1917 poco dopo l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, quando si presentò nel centro di reclutamento di Webster City, per arruolarsi volontario nella guardia Nazionale dell’Iowa.

Due mesi dopo, nell’agosto 1917, come molti suoi concittadini, entrò a far parte della compagnia C del 168° reggimento di fanteria, parte della 42ª (Rainbow) Division in addestramento a Camp Mills, a Long Island.

Poche settimane dopo la rassegna da parte del ministro della guerra Newton Baker, l’intero reggimento venne stipato sull’ex mercantile tedesco President Grant per la traversata; tuttavia, il viaggio si rivelò molto sfortunato e durò appena tre giorni: ben oltre il carico limite, la nave sforzò eccessivamente i motori danneggiandoli e compromettendo la possibilità di sfuggire ad un eventuale attacco sottomarino e dovette quindi invertire la rotta rientrando ad Hoboken il 27 ottobre, mentre a bordo si scatenava una epidemia di morbillo.

Passarono altre due settimane e la procedura d’imbarco venne ripetuta, questa volta a bordo del transatlantico britannico R.M.S. Aurania per un viaggio senza incidenti che portò Nicolò prima a Liverpool e quindi a Le Havre all’inizio di dicembre.

Nicolò Alongi (Courtesy of the Library & Archives at the State Historical Society of Iowa in Des Moines)

Le manovre in Francia iniziarono immediatamente nella zona di Rimaucourt e si svolsero durante  un inverno particolarmente rigido, con  marce ed esercitazioni all’aperto eseguite con equipaggiamento e vestiario inadeguato, di conseguenza le perdite prima del servizio attivo in trincea furono elevate.

L’infermiera Maude Essig scrisse nel suo diario il 30 dicembre 1917, commentando il picco di ricoveri nell’ospedale 15 di  Chaumont:

“L’emergenza odierna è stata causata da una tragica marcia, ordinata da qualche  comandante ad elementi della 42esima divisione attraverso la Francia. I ragazzi sono stati inutilmente esposti a temperature glaciali, polmonite, geloni, otite, meningite etc…,per non parlare del comune raffreddore. Buona parte dei pazienti è arrivata durante la settimana scorsa. Quattro edifici sono stati assegnati per far fronte al disastro.”

Ritraatto di Maude Essig

A metà febbraio il reggimento venne trasferito per un turno in prima linea nel settore di Luneville, nel sottosettore definito dal C.R. (centre de résistance) Chamois basato sulle rovine del villaggio di Badonviller. Per circa un mese le attività furono circoscritte a modesti scambi di artiglieria e limitati raid di fanteria che inflissero limitate perdite da entrambe le parti.

Dopo un breve periodo nelle retrovie nella zona di Gerbéviller, durante il quale Nicolò scrisse l’ultima lettera ricevuta dall’amico e datore di lavoro J.B. O’Connor in Iowa, la Rainbow Division venne nuovamente dislocata in prima linea, nel settore di Baccarat, assumendone il comando.

Il 25 maggio, il primo battaglione prese nuovamente posizione intorno a Chamois e la compagnia C di Nicolò si attestò presso Village Nègre; il giorno successivo durante un pattugliamento, un sergente tedesco vissuto a San Francisco disertò consegnandosi agli Americani. L’interrogatorio che seguì oltre a fornire dettagli sulla posizione delle truppe tedesche, informò gli Americani di un imminente attacco a gas.

Attacco che si verificò puntualmente poco dopo la mezzanotte del 27 maggio quando i tubi lanciagas sistemati nei giorni precedenti, scattarono simultaneamente permeando l’atmosfera di fosgene e colpendo duramente soprattutto a Cerf, Soudan e Bizot dove si trovava Nicolò Alongi presso le cucine della compagnia C.

Sorpreso nel sonno non riuscì ad indossare in tempo la maschera antigas e la dose di gas assimilata risultò fatale; venne trasportato immediatamente nell’ospedale di evacuazione n.2 a Baccarat dove morì poche ore dopo.

Le perdite furono pesanti, circa duecento uomini di cui trentasette morti; gli effetti del gas sull’ambiente furono descritti vividamente da John Taber, autore della cronaca del reggimento pubblicata nel 1925.

Gli effetti del gas erano evidenti ovunque. Tutto era morto, animali e vegetali erano stati uccisi dalle esalazioni. I piccioni viaggiatori giacevano nei loro cestini; i topi, gonfi e contorti, rimanevano immobili nelle trincee e nei ripari; anche i gatti randagi che avevano trovato casa nelle vicinanze avevano subito la stessa sorte. L’intera zona sembrava fosse stata visitata da un gelo assassino, foglie ed erba erano ricoperte di una patina gialla, ed ovunque ristagnava l’odore di muffa del fosgene”

Il funerale a Baccarat di alcune vittime del bombardamento del 27 maggio (Foto History of the 168th Infantry Regiment)

I morti furono sepolti nel cimitero di Baccarat il 29 maggio con una cerimonia ufficiale, il corpo di Nicolò, riesumato, riposa oggi a Romagne sous Montfaucon, nel cimitero Americano.

Fonti:

Taber, John H. The story of the 168th infantry. State Historical Society of Iowa, Iowa City, 1925. (2 Vols.) 

Webster, Francis H. Somewhere Over There: The Letters, Diary, and Artwork of a World War I Corporal. Ed. Darrek D. Orwig. University of Oklahoma Press, Norman, OK. 2016.

Library & Archives at the State Historical Society of Iowa in Des Moines

Essig, Maude. Private journal, Illinois Wesleyan University Historical Collection

 

 

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